quinta-feira, 4 de junho de 2009

Gnaspo

In Valtiberina Toscana, la mia terra, si usa chiamare "Gnaspo" una persona, o anche un animale, che si considera bello, e soprattutto simpatico, proprio in virtù della sua bruttezza momentanea. Ecco, qui a Jardim Primavera c'è un bambino che partecipa all'attività di lettura avviata dal progetto e momentaneamente portata avanti dal sottoscritto. Ecco, quel bambino è proprio un Gnaspo a tutti gli effetti: 6 anni, due incisivi superiori mancanti, muco nasale in abbondanza, andatura demarcata da una capriola ogni 4 passi. In un primo momento abbiamo consigliato alla sorella di accompagnarlo all'attività del giovedì, insieme ai bambini della sua età, invece che a quella del lunedì. Risultato: ora viene sia il lunedì che il giovedì, presentandosi alla sede del progetto con un'ora di anticipo, in quanto la sorella deve andare a scuola. Giovedì scorso allora, nell'ora in cui aspettavamo gli altri bambini mi ha voluto aiutare a caricare dei mattoni nella macchina e poi abbiamo letto un po' insieme solo io e lui, visto che ancora non sa leggere. Arrivati gli altri bambini abbiamo cominciato l'attività e dopo un po', vedendolo in disparte con un libro aperto in mano, mi sono avvicinato e lui mi ha detto: "Sai zio David, prima non sapevo leggere e ora si, senti..." e ha cominciato a mettere insieme un po' delle storie che avevamo letto insieme agli altri. Allora io gli ho detto: "Gnaspo, è bella questa storia, ma sei sicuro che c'è scritto proprio questo?" e lui" beh, zio, io IMMAGINO ci sia scritto questo, poi sei tu che mi devi dire se è giusto o no, sennò cosa ci stai a fare?

Palla in rete.

GNASPO-DAVID 1-0

Poco dopo mi ha chiesto se poteva andare al bagno, che si trova al piano di sotto. Solo allora io mi sono sorpreso del fatto che era la prima volta in un'ora e mezzo che me lo chiedeva, mentre le altre volte me lo chiedeva ogni 10 minuti per correre per le scale, fare le sue 7-8 capriole e giocare un po' con l'acqua del lavandino, nonostante le mie raccomandazioni di non fare tutto questo. Io allora ho risposto: "Si, puoi andare, ma .."e lui, interrompendomi " si, zio, senza correre, senza saltare e bla, bla, bla, questa volta mi scappa veramente", mi ha detto imitando il modo di parlare da straniero.

Raddoppio. GNASPO-DAVID 2-0

Ormai senza neanche una vana speranza di vincere mi sono allora buttato sugli altri bambini, introducendo il tema della settimana che era il Primo di Maggio, la Festa dei Lavoratori. Purtroppo i bambini sono tanti e non sempre conosciamo la loro situazione familiare, così mentre gli altri parlavano del lavoro del papà, lui mi ha preso per il mento e mi ha detto con fare deciso: "Mio papà è morto", per poi correre di sotto ridendo e saltando per le scale. Ho continuato a parlare con gli altri bambini, ma la mia mente rimaneva su quelle 4 parole pronunciate da Gnaspo. Poi è tornato su e, con tutta la tranquillità del mondo, mi ha detto "Mio papà è morto bevendo Cachaça". Sono restato in silenzio per alcuni secondi guardandolo e lui, allora mi ha fatto schioccare le dita davanti agli occhi urlando "SVEGLIA!!".

Goleada. GNASPO-DAVID 3-0

Ho raccontato questa storia ad una cara amica e lei mi ha detto che i bambini quando amano dicono sempre la verità e solo quando hanno paura mentono. Gnaspo la verità me l'ha detta sicuramente ed è per questo, dice lei, che io sono speciale per lui. Beh, questo non lo so, ma sicuramente lui lo è per me. Comunque, per la cronaca, subito dopo ho preso Gnaspo e l'ho fatto volare un paio di volte, ma l'ho subito rimesso giù e gli ho detto: "Gnaspo, puzzi di pipì, lo sai che alle ragazzine non piace chi puzza di pipì?"

Gol della bandiera. GNASPO-DAVID 3-1

Avreste dovuto vedere che faccia da Gnaspo che ha fatto!!!

quinta-feira, 26 de fevereiro de 2009

NUOVE FOTO SUL LINK A DESTRA!

quarta-feira, 25 de fevereiro de 2009

La grande illusione?

“A grande ilusao do Carnaval...A gente trabalha um ano inteiro, por um momento de sonho pra fazer a fantasia, de rei, de pirata o jardineira...pra tudo va acabar na Quarta Feira”

“La grande illusione del Carnevale... Si lavora un anno intero per un momento di sogno che ci fa travestire da re, da pirata, o da giardiniera... ma arrivati al martedi, tutto finisce”

Antonio Carlos Jobim



La ricca signora settantenne sta per scendere in strada. Ha appena indossato la sua parrucca rosa. Non può assolutamente perdersi la Banda di Ipanema, il suo blocco di Carnevale preferito, quello più antico del suo quartiere. E' sempre stata in prima fila, non è mai stata distante più di 10 metri dall'ultimo componente della batteria, non ha mai lasciato il blocco prima che l'ultima nota fosse stata suonata. Conosce a memoria la scaletta, che ogni anno ha solo delle piccolissime variazioni.
Quest'anno ha deciso di reindossare le calze a rete nere, quel corpetto, nero anche lui, e il pon pon di cotone dietro sul sedere. La parrucca rosa è invece nuova, è di quelle che sembrano proprio capelli veri. Non ha più la mano tanto ferma ormai, quindi è due o tre anni che si fa truccare dalla vicina.Da cosa si è travestita? Non lo sa, ma si piace.
E' pronta. Guarda la foto della figlia Rosa e del marito Octavio prima di uscire; il loro ultimo carnevale insieme è stato oramai venti anni fa, poi, poco prima di Pasqua la loro macchina si è schiantata su quel pilone vicino al porto. A quel Carnevale la figlia era una ranocchia, il marito un dottore.
Sente già le prima casse suonare, deve andare.

Il ragazzo delle birre ha appena riempito con del ghiaccio la cassa di polistirolo. Oggi ha usato il ghiaccio fatto con acqua filtrata, come dovrebbe fare sempre. Ma di solito quei 10 reais risparmiati a fine giornata possono fare la differenza.

1 Birra 2 reais
3 Birre 5 reais.

Questo ha scritto sul cartone attaccato al carrello della spesa sul quale ha appoggiato la cassa con le birre. Oggi niente coca-cola nè acqua, solo birra vuole vendere.
Tutti vendono a questi prezzi. Chi vende a meno ha rubato le lattine.
Per strada ha trovato una parrucca abbandonata e se l'è messa. È di quelle nere coi riccioloni sparati all'insù. Puzza un po' di pipì a dire il vero, ma forse è solo un'impressione.
Ha deciso di andare a Ipanema mentre passa la Banda di Ipanema. Il blocco parte alle 5, la gente ha caldo, è stata in spiaggia, ha sete.
Probabilmente si metterà accanto a Joao, quello che vende le pannocchie lesse. E' simpatico e poi non fa mai le storie per cambiarte i soldi.
Il ragazzo delle birre ha 18 anni. Quest'anno non lo accompagna sua moglie. Sono finiti i nove mesi ieri, arriverà una sorellina per Bruno; forse sta già arrivando.
Ha bevuto già una bottiglia di cachassa insieme a Joao, quando il blocco parte.
Arriva una signora sulla settantina che gli chiede una birra, lui gli dice che tre costano solo 5.
La signora annuisce senza smettere di ballare, le altre due le offrirà a qualcun altro.
“Che bella questa parrucca rosa signora, e che bel pon pon!” le dice il ragazzo.
“Se vuoi lo puoi toccare.” risponde la signora.
Lui lo stringe due volte emmettendo due fischi.
La signora si gira, lo abbraccia e si mettono a ballare. Della gente sta aspettando per comprare la birra, ma lui vuole ballare con la signora adesso.
Il ragazzo chiede: “ Ha una figlia signora?”
La signora lo guarda per alcuni secondi, poi risponde: “Si, si chiama Rosa”
“Allora anche la mia si chiamerà così, anzi le regalo un'altra birra se me lo concede.”
“Certo, che te lo concedo. Grazie, come ti chiami?”
“Octavio, signora, buon Carnevale”
La signora fa una risata di gusto e riparte dietro al blocco con la sua birra in una mano e sventolando una sciarpa di piume con l'altra.
Octavio la osserva, poi osserva tutt'intorno la gente che ride, che sorride, che urla, che si abbraccia e, come ogni anno, è sicuro che tutti, a Carnevale, almeno per un istante, provino contemporaneamente la stessa felicità.

quinta-feira, 27 de novembro de 2008

Siate civili!

"...il Servizio Civile Nazionale, istituito con la legge 6 marzo 2001 n. 64, dal 1o gennaio 2005 si
rivolge ai giovani, a ragazzi e ragazze, si svolge su base esclusivamente volontaria, ed è finalizzato a
concorrere, in alternativa alla leva obbligatoria, alla difesa della Patria con mezzi e attività non
militari, a favorire la realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà civile, a promuovere la
solidarietà e la cooperazione a livello nazionale e internazionale, nonché a partecipare alla
salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale forestale, agricolo, storico e artistico;
esercitare il Servizio Civile rappresenta un modo di difendere la Patria, così come è sancito
dall'articolo 52 della Costituzione, con mezzi ed attività non militari, volti a favorire la realizzazione
dei principi costituzionali di solidarietà sociale, la coesione, la creazione e il consolidamento di
valori comuni, patrimonio della collettività;..."

Ecco per l'appunto l'attuale governo ha proprosto un taglio pari al 42% delle risorse destinate al Servizio Civile Nazionale Volontario, che dopo l'abbassamento da 50000 a 32000 posti per il 2008, vedrà dimezzare ulteriormente, se non scomparire definitivamente, l'opportunità che offre ai ragazzi di dare un contributo per difendere in maniera nonviolenta i valori della patria e, contemporanamente, dare un notevole contributo ad associazioni che molte volte fanno del tagli dei costi la principale via di sopravvivenza.
Ecco per l'appunto io oramai sono partito e sono oramai quasi a metà del mio anno di servizio civile e vi assicuro che quei valori indicati e promossi nella Costituzione li difendo giornalmente senza il bisogno di dibattiti accesi, ne tantomeno di armi; e se credete ancora nella Costituzione Italiana, da molti considerata una delle migliori al mondo, e nella sua difesa vi chiedo di firmare la petizione affinchè i tagli siano eliminati o, perlomeno, notevolmente ridimensionati.

per firmare la petizione vi invio a quasto link: www.arciserviziocivile.it
(se non vi permette il link, lo ritrovate in alto a sinistra nella pagina)

Perilresto...tuttoaposto!

quinta-feira, 30 de outubro de 2008

VIVO QUANTO VOGLIO!


Il 4 ottobre è stato il mio 27ettesimo compleanno.

OH MERDA! Diranno alcuni dei miei piccoli lettori che non se ne sono ricordati. Non vi preoccupate, anche perchè io me ne ricordo 3-4 in tutto.

Per il secondo anno consecutivo l'ho festeggiato lontano da casa. Anzi, per il secondo anno consecutivo l'ho festeggiato in Brasile.

Ma non è questo il punto.

Tutti i ragazzi e le ragazze che lavorano al progetto con me lo sapevano e mi hanno fatto la sorpresa della torta, che veramente è stata inaspettata perchè è arrivata nel mezzo di una riunione.

Per tutto il giorno ho detto le frasi che si devono dire “Eh si, comincio ad essere vecchio”, oppure “Sarà l'ora che metto la testa a posto?....Ma no, ancora no...” e giù risate.

Non è vero un cazzo, non comincio ad essere vecchio per un cazzo, e non me ne frega un cazzo se ho la testa a posto o no.

Mi fa piacere che la gente si ricordi del mio compleanno, e, di nascosto, mi dispiaccio se qualcuno a cui tengo non se ne ricorda. Ma trovo ridicolo il festeggiamento, anche se poi ne godo, eccome se ne godo!

Trovo ridicolo il festeggiamento perchè mi si festeggia per una cosa di cui non ho merito, così come non voglio essere biasimato per una cosa di cui non ho colpa. Non è merito mio se sono nato quel tal giorno, se i miei genitori mi hanno concepito 9 mesi prima di quel giorno. Solo l'istinto, guidato dal bisogno, mi ha guidato a spingere verso le pareti del mio miniappartamento placentato. Ma poi cosa fai? Rifiuti il festeggiamento? Ti trovo tutti intorno che ti cantano e ti sorridono e che fai? Gli fai tutto questo ragionamento? No, non ce la fai proprio. E poi li per li sei contento che si siano ricordati e che abbiano organizzato il tutto per te , e ridi, e diventi rosso. Poi ti ubriachi perchè sai che ti è concesso e nessuno ti dirà (quasi) niente. E apri il regalo. Ringrazi per il pensiero, poi vai a letto e sei il più triste di tutti. Ma non sarai triste proprio perchè è finito tutto, perchè da domani non sarà più festeggiata la tua esistenza?

Ma allora forse serve a questo il compleanno, per essere festeggiati solo per il fatto che esistiamo, con i nostri difetti e i nostri pregi. Questo ci si dovrebbe dire ai compleanni: “Complimenti, esisti: non benissimo, ma neanche malissimo. Comunque esisti. Pensa a tutte le cose che non esistono. Anzi no, non ci puoi pensare, in quanto non esistono. Bravo, esisti quanto vuoi,VIVI QUANTO VUOI e cerca di migliorare la tua esistenza. Inoltre ringrazia di esistere, pensa quanto ti invidia il “Placanforo Seminarico” che non esiste!!!”. Questo ci si dovrebbe augurare. Anzi più che un augurio dovrebbe essere un'esortazione Dovrebbero essere “Esortazioni di compleanno” più che feste di compleanno. Alle persone per il loro compleanno non si dovrebbe chiedere di esprimere un desiderio, ma lo si dovrebbe esortare a migliorare la proprio esistenza, a formulare dei nuovi propositi, a vivere vivendo.


quarta-feira, 1 de outubro de 2008

Barbie e diti medi



Oggi sono stato all'asilo. All'asilo ci sono quattro classi. In teoria per ogni classe ci dovrebbe essere almeno una maestra. Oggi, però, c'erano solo due maestre. Io sono capitato in una delle due classi senza maestra.
Appena entrato tutti gli altri, che erano almeno un metro più bassi di me, hanno cominciato a farmi mille domande, a chiedermi dove avevo preso quel braccialetto, quella maglietta, se avevo figli, da dove venivo... e mi chiamavano “tio Davì”. Tra loro c'è anche Carlos, anche lui almeno un metro più basso di me, nero e con le infradito di Spider-man, e anche lui mi ha fatto tutte queste domande, ma prima di tutto mi ha fatto vedere come riesce a tenere ben alzato il dito medio rispetto agli altri diti. Marcos invece, che già conoscevo, e che ho riconosciuto perchè ha gli occhi storti, mi ha riconosciuto e mi ha salutato con un pestone, ma poi ha riso, e quando ride gli occhi gli diventano ancora più storti. Io ho provato a fare con loro un gioco tutti insieme, ma loro correvano di qua e di la, e mi guardavano sbeffeggiandomi. Chissà perchè.
Dopo un po' hanno cominciato a giocare: le femminucce giocavano alle donnine che prendono il tè, con le pentoline e tutte le cosine delle donnine. Tranne una, Maria che si è stesa per terra a guardare il soffitto per mezz'ora e poi, quando le ho chiesto se voleva giocare si è messa a giocare con le altre, ma dopo un po' ha vomitato. Chissà perchè. Marcos è proprio strano: invitava tutti a giocare alle costruzioni e mi diceva che quando si disfano le costruzioni bisogna fare piano, ma poi prendeva la costruzione e la tirava per aria. Poi ha dato un calcio alla scatola delle costruzioni ed è andato a giocare con le femmine alle “donnine che prendono il tè”. Non ha detto una parola per 5 minuti, bevendo solo il tè. Anzi no, diceva solo grazie.
Carlos e Jair invece facevano scontrare le macchine e quando passava vicino agli altri, Carlos li pestava, e se io lo vedevo, mi guardava e rideva. Chissà perchè.
Poco dopo ho chiesto a Carlos quanti anni aveva e lui mi ha fatto segno che ne aveva tre.
Quando stavamo mettendo a posto i giochi Carlos si è ritrovato per le mani una Barbie. Allora mi ha chiamato per farmi vedere come era bravo ad aprire le gambe della Barbie e infilarci la lingua. Chissà perchè.
Poi hanno mangiato, ma io no. Chissà perchè.
Ho provato a chiedere a Carlos perchè mi ha fatto vedere il dito, la Barbie e tutte le altre cose. Onestamente ci ho capito poco, magari dovrei chiedere a suo papà. A quanto ho capito, però, non è facile parlare con suo papà.
Allora domani provo a richiederlo a lui e se ancora non ci capisco, magari, giochiamo un pò a costruzioni, che ho una gran voglia di giocare con lui.
Chissà perche.

terça-feira, 9 de outubro de 2007

Tristeza nao ten fim, felicitade sim...

amici e conoscenti in genere, sono arrivato ormai quasi alla fine di questi miei 4 mesi in giro per il Brasile...
Ho conosciuto persone di ogni tipo: pescatori, musicisti, venditori di cocco, ballerine, taxisti e mototaxisti, viaggiatori vari, camaleonti, iguane e scimmie...
ognuno di loro mi ha lasciato con un se o con un ma...a volte con un forse, molte volte con uno "speriamo"...
Qualcuno dira': eccolo il solito stronzo che torna da un viaggio e vuole dirci come si vive.
No, non voglio dire come si vive, voglio solo dire come cerchero' di vivere, sempre che abbia il coraggio e la passione per farlo.
So solo che prima avevo la pelle d'oca solo quando ascoltavo per intero un disco dei Pink Floyd o quando morivano un sacco di persone in una volta sola. Ora ce l'ho quando cammino per strada e vedo una signora che si riposa appoggiata ad una scopa, quando sento il rumore dell'acqua che cade, quando un ventilatore che gira sventola nella mia direzione, quando bevo il caffe'...
una canzone di bossanova dice che la tristezza non ha fine, la felicita' si.
io me la voglio allora godere, cazzo, questa felicita', la voglio trovare anche dove non ce n'e', la felicita' va creata, fabbricata, e c'e' solo un modo per farlo, fare tanti piccole incisioni nel cuore e farla trasudare piano piano.
Faccio riferimento all'ultimo post del mio carissimo amico Genna, nel quale invita a ringraziare ognuno per il tempo dedicatoci.
Non serve viaggiare o fare chissa' cosa per essere felici e stupefatti (che e' piu' di felici), basta disintorpidirsi, dare per non ricevere, ridare per non ri-ricevere.Dietro ogni nuovo pasto, dietro ogni nuova doccia, dietro ogni albero c'e' una nuova emozione. Io scommetto sulla vita, ci scommeto tutto il mio sangue e anche meta' fegato (l'altra meta' non servirebbe a nessuno).
Spero che tutti prima o poi, e non solo sul letto di morte, tireranno fuori quell'amore di riserva di cui parlava Celine (vedi il primo post).
Come si fa a tenerselo dentro, non c'e' un motivo che a lungo termine sia valido!


C'e' solo una cosa che non va al mondo: la paura!

PER IL RESTO (persone, cani, pastasciutte, birre, conversazioni, malattie, mani, piedi, capelli, strade, bambini, vecchi, dormire, nuotare, camminare, correre, foglie, fiori, culi, quadri, mari, vulcani, sabbie, ceneri ) TUTTO A POSTO!!!